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Neuropatia ereditaria di Charcot‑Marie‑Tooth: sintomi, diagnosi e gestione

  • Gruppo Sadel
  • 8 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

La neuropatia ereditaria di Charcot‑Marie‑Tooth (CMT) è una delle malattie neuromuscolari ereditarie più diffuse, con una prevalenza di circa 1 persona su 2 500 nel mondo. È considerata una neuropatia periferica demielinizzante o assonale che provoca una progressiva debolezza e atrofia dei muscoli distali degli arti, deformità e perdita di sensibilità. Esistono molte forme di CMT, classificate in base alla genetica e alla fisiopatologia; la più comune è CMT1A, causata da una duplicazione del gene PMP22. I primi sintomi comprendono inciampi frequenti, goffaggine, sensazione di bruciore agli arti, dolore muscolo‑scheletrico, distorsioni e fratture. Con il progredire della malattia si manifestano debolezza ai piedi e alle caviglie, atrofia muscolare simmetrica al di sotto delle ginocchia, alterazioni dell’andatura e perdita della sensibilità; molti pazienti presentano piedi cavus, scoliosi, affaticamento e, meno frequentemente, disturbi respiratori e uditivi. L’evoluzione è cronica e lentamente progressiva; la CMT è spesso definita “malattia invisibile” perché i sintomi possono essere sottovalutati.

La diagnosi comprende l’esame clinico e la storia familiare, studi di conduzione nervosa e elettromiografia per differenziare le forme demielinizzanti da quelle assonali, e test genetici per identificare la mutazione responsabile. Poiché ogni forma può variare anche all’interno della stessa famiglia, la diagnosi genetica consente una definizione precisa e supporta il counselling riproduttivo. Attualmente non esistono terapie curative: la gestione è conservativa e mira a migliorare la funzione e la qualità di vita. I trattamenti includono fisioterapia, terapia occupazionale, ortesi (plantari e tutori), gestione del dolore, farmaci per le neuropatie (antidepressivi triciclici, gabapentin), e interventi chirurgici ortopedici per correggere deformità. Un candidato farmaco per CMT1A è in fase III di sviluppo; se efficace, potrebbe essere la prima terapia specifica.

Le associazioni di pazienti, come l’ACMT‑Rete Onlus in Italia, svolgono un ruolo fondamentale nel sensibilizzare l’opinione pubblica, sostenere le famiglie e promuovere la ricerca. Le campagne internazionali (#CMTAWARENESS) contribuiscono a far conoscere la malattia e a migliorare la diagnosi precoce. Poiché la CMT è una malattia rara ma “meno rara tra le rare”, la formazione dei medici di base, la diffusione della conoscenza dei segni clinici (piede cavo, goffaggine, familiarità) e l’accesso ai centri specializzati sono essenziali per ridurre il ritardo diagnostico e offrire un adeguato percorso terapeutico.

 
 
 
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