Demenza vascolare: cause, fattori di rischio e strategie terapeutiche
- Gruppo Sadel
- 20 ore fa
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La demenza vascolare è la seconda causa più comune di demenza dopo l’Alzheimer. Si manifesta come un deterioramento cognitivo acuto o cronico dovuto a infarti cerebrali multipli o focali, spesso legati a malattia cerebrovascolare. Colpisce soprattutto gli uomini sopra i 70 anni e si associa a fattori di rischio come ipertensione, diabete, iperlipidemia e fumo. L’esordio può essere graduale, con un declino a gradini, o improvviso dopo un ictus. Molti pazienti presentano una demenza mista, con componenti vascolari e Alzheimer. La sintomatologia include deficit cognitivi (difficoltà nel pensiero, nel giudizio e nella pianificazione), disturbi del comportamento, depressione, cambiamenti di personalità e, spesso, segni neurologici focali (emiparesi, disartria). I diversi sottotipi comprendono la demenza ischemica subcorticale (malattia dei piccoli vasi), la demenza multi‑infartuale, la demenza post‑ictus e la demenza mista.
La diagnosi richiede l’identificazione di un legame temporale tra deterioramento cognitivo e patologia cerebrovascolare. Oltre alla valutazione neuropsicologica, è essenziale l’imaging con risonanza magnetica, che può evidenziare infarti lacunari, lesioni della sostanza bianca o emorragie. La SPECT o la PET possono essere utilizzate per valutare il flusso cerebrale regionale. È importante distinguere la demenza vascolare dal delirium e dalle altre demenze. La gestione si basa sul trattamento delle malattie vascolari: controllo della pressione arteriosa, riduzione del colesterolo, gestione della glicemia e cessazione del fumo. Farmaci antitrombotici (aspirina, clopidogrel) e anticoagulanti possono prevenire nuovi ictus. Gli inibitori della colinesterasi e la memantina sono talvolta utilizzati, soprattutto nei casi misti, ma la loro efficacia nella demenza vascolare pura è incerta.

Le misure di sicurezza e di supporto sono simili a quelle delle altre demenze: un ambiente familiare e luminoso, dispositivi per prevenire le cadute e sistemi di monitoraggio per i pazienti vaganti. L’educazione dei caregiver e la pianificazione anticipata delle cure (procure, direttive anticipate) sono fondamentali. La mortalità a cinque anni è circa il 60 %, più alta che in altre demenze, a causa delle patologie cardiovascolari concomitanti. Poiché alcuni fattori di rischio sono modificabili, l’intervento precoce e la prevenzione (controllo dell’ipertensione e del diabete, dieta sana, attività fisica) sono fondamentali per ridurre l’incidenza. La ricerca continua a esplorare trattamenti che migliorino l’ossigenazione cerebrale e la plasticità sinaptica; tuttavia, al momento la gestione ottimale rimane la prevenzione degli ictus e l’attenzione ai fattori di rischio.




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