Fisiatria: recuperare funzione, autonomia e qualità di vita
La Fisiatria, o Medicina Fisica e Riabilitativa, è la specialità medica dedicata alla valutazione e alla gestione delle condizioni che compromettono movimento, autonomia e capacità di svolgere le attività quotidiane.
Il fisiatra è quindi un medico specialista.
Il suo obiettivo non consiste soltanto nell'individuare la causa anatomica di un dolore, ma nel comprendere quanto quella condizione interferisca con la vita della persona e come sia possibile recuperare la migliore funzione possibile.
La Medicina Fisica e Riabilitativa interessa muscoli, ossa, articolazioni, tendini e nervi, ma anche problematiche neurologiche e condizioni conseguenti a interventi chirurgici, traumi o malattie croniche.
L'American Academy of Physical Medicine and Rehabilitation definisce infatti la fisiatria come la specialità orientata a migliorare e ripristinare capacità funzionale e qualità di vita nelle persone con limitazioni che coinvolgono sistema muscolo-scheletrico o neurologico.
Quando può essere utile una visita fisiatrica
Dolore lombare o cervicale persistente, difficoltà a camminare, riduzione della mobilità di una spalla, conseguenze di una frattura o di un intervento ortopedico sono situazioni frequenti.
La valutazione può essere utile anche dopo un ictus o in presenza di malattie neurologiche che determinano difficoltà motorie, disturbi dell'equilibrio, spasticità o perdita di autonomia.
Il fisiatra può inoltre intervenire nelle sindromi da sovraccarico, nelle problematiche della colonna e nel dolore muscolo-scheletrico persistente.
Ciò che accomuna queste situazioni è la necessità di trasformare una diagnosi medica in un percorso concreto di recupero.
La visita fisiatrica
Durante la valutazione vengono analizzati dolore, mobilità, forza, postura, cammino e capacità di eseguire determinate attività.
Il medico considera eventuali esami radiologici già disponibili, ma la valutazione non si limita alle immagini.
Una risonanza magnetica può mostrare un'alterazione anatomica, ma è necessario comprendere quanto quella alterazione sia realmente responsabile della limitazione del paziente.
Il fisiatra ragiona quindi in termini di funzione.
Può chiedere: quanto riesce a camminare il paziente? Riesce a vestirsi autonomamente? Quali movimenti provocano dolore? Quali attività desidera recuperare?
Dal problema al progetto riabilitativo
Uno degli aspetti caratteristici della Fisiatria è la definizione del progetto riabilitativo.
In base alla diagnosi e agli obiettivi possono essere prescritti fisioterapia, esercizio terapeutico, rieducazione motoria, utilizzo di ortesi o ausili e altre strategie.
Il fisiatra può inoltre valutare la terapia farmacologica del dolore e, in specifiche condizioni, procedure infiltrative o altri interventi.
Il percorso viene frequentemente realizzato in collaborazione con fisioterapisti e altre figure della riabilitazione.
La distinzione è importante: il fisiatra è il medico che effettua la valutazione specialistica e può definire diagnosi e progetto riabilitativo; il fisioterapista è il professionista sanitario che realizza specifici interventi terapeutici e riabilitativi.

Riabilitazione significa partecipazione
L'Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la riabilitazione come l'insieme degli interventi destinati a ottimizzare la funzione e ridurre la disabilità nelle persone con condizioni di salute.
L'obiettivo non è quindi soltanto recuperare alcuni gradi di movimento di un'articolazione.
Significa permettere alla persona di tornare a camminare, lavorare, svolgere attività quotidiane o praticare le attività significative per la propria vita.
Per questo non esiste un programma riabilitativo identico per tutti.
Età, condizione clinica, livello funzionale e obiettivi individuali contribuiscono a definire il percorso.
La Fisiatria mette la funzione al centro della cura: non considera soltanto ciò che appare in una radiografia, ma ciò che la persona riesce concretamente a fare e ciò che desidera tornare a fare.




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