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Atassie spinocerebellari: genetica, sintomi e gestione

  • Gruppo Sadel
  • 2 mar
  • Tempo di lettura: 2 min

Le atassie spinocerebellari (SCA) costituiscono un gruppo eterogeneo di malattie neurodegenerative ereditarie caratterizzate da degenerazione del cervelletto, del tronco encefalico e del midollo spinale. Ne esistono più di 40 sottotipi, per lo più a trasmissione autosomica dominante, molti dei quali causati da espansioni di triplette nucleotidicheche portano alla sintesi di proteine tossiche. Le SCA colpiscono 1–5 persone su 100 000; in Italia le più frequenti sono SCA1 e SCA2. La malattia esordisce generalmente nella terza o quarta decade ma la variabilità è ampia e può manifestarsi anche nell’infanzia o nella tarda età.


La sintomatologia è dominata dall’atassia della marcia e degli arti, con instabilità posturale, disartria (difficoltà nel parlare), movimenti oculari anomali e nistagmo. Alcune varianti presentano sintomi extrapiramidali (parkinsonismo o distonia), neuropatie periferiche, oppure deterioramento cognitivo lieve. La diagnosi si basa sull’esame neurologico, sulla risonanza magnetica (che mostra atrofia cerebellare), sull’analisi del DNA per identificare le mutazioni specifiche e, occasionalmente, sull’elettromiografia o sulla biopsia muscolare. La presenza di una storia familiare e di sintomi tipici consente di orientare la ricerca genetica; nei casi sporadici può essere necessario uno screening ampio.

Attualmente non esiste una terapia curativa per le SCA. La gestione è sintomatica e include fisioterapia per migliorare l’equilibrio e la coordinazione, terapia occupazionale e logopedia. Alcuni studi stanno valutando l’uso di farmaci neuroprotettivi (riluzolo, vareniciclina) e di antisense oligonucleotidi diretti contro specifiche espansioni geniche, ma queste terapie sono ancora in fase sperimentale. Il counselling genetico è fondamentale per le famiglie colpite: consente di comprendere il rischio di trasmissione e di accedere alla diagnosi prenatale o alla fecondazione assistita con diagnosi preimpianto. Poiché le SCA possono manifestarsi in modo variabile anche all’interno della stessa famiglia, la gestione richiede un approccio personalizzato che consideri le esigenze fisiche, cognitive e psicologiche del paziente.

 
 
 

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