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Mammografia: un esame fondamentale per la diagnosi precoce del tumore della mammella

Gruppo Sadel
1 ora fa
Tempo di lettura: 2 min

La mammografia è un esame radiologico della mammella utilizzato soprattutto per identificare precocemente eventuali alterazioni del tessuto mammario.

Rappresenta il principale esame utilizzato nei programmi organizzati di screening per il tumore della mammella.

La sua importanza deriva dalla capacità di individuare alterazioni anche molto piccole, comprese lesioni che non sono ancora percepibili attraverso la palpazione.

Il Ministero della Salute sottolinea che la diffusione della diagnosi precoce ha contribuito a identificare un numero crescente di tumori in fasi iniziali, quando le possibilità terapeutiche possono essere maggiori e il trattamento chirurgico più spesso conservativo.

Mammografia di screening e mammografia diagnostica

È utile distinguere due situazioni.

La mammografia di screening viene effettuata in donne senza sintomi con l'obiettivo di individuare precocemente eventuali alterazioni.

In Italia il programma organizzato nazionale si rivolge generalmente alle donne tra 50 e 69 anni e prevede una mammografia ogni due anni.

In alcune Regioni l'offerta è già stata estesa o è in progressivo ampliamento alla fascia 45-74 anni.

Il Piano Nazionale della Prevenzione 2026-2031 prevede inoltre il progressivo rafforzamento dell'estensione dello screening alle fasce 45-49 e 70-74 anni.

La mammografia diagnostica viene invece eseguita quando è necessario studiare un sintomo o approfondire un reperto già individuato.

La periodicità degli esami al di fuori dei programmi organizzati deve essere stabilita dal medico considerando età, storia personale, familiarità e livello individuale di rischio.

Come si svolge

Durante l'esame ciascuna mammella viene posizionata tra due superfici e compressa per alcuni secondi.

La compressione permette di distribuire meglio il tessuto e ottenere immagini diagnostiche con una quantità contenuta di radiazioni.

Può provocare fastidio o una sensazione di pressione, ma la durata è breve.

L'esame utilizza raggi X a bassa dose.

Nella mammografia digitale le immagini vengono successivamente analizzate dal radiologo.

In alcuni centri è disponibile anche la tomosintesi mammaria, che acquisisce immagini da differenti angolazioni e permette una rappresentazione tridimensionale del tessuto.

Cosa succede dopo l'esame

Il radiologo valuta eventuali masse, distorsioni, asimmetrie o microcalcificazioni.

Non tutte le alterazioni sono tumori.

Quando una mammografia evidenzia un reperto che necessita di approfondimento possono essere richieste ulteriori proiezioni, ecografia mammaria, risonanza magnetica o, quando indicato, biopsia.

Per uniformare la comunicazione dei risultati, i radiologi utilizzano sistemi standardizzati come BI-RADS, aggiornato dall'American College of Radiology anche per mammografia, ecografia e risonanza magnetica.

Il seno denso

La quantità di tessuto ghiandolare varia da persona a persona.

In presenza di seno particolarmente denso alcune alterazioni possono essere più difficili da identificare alla sola mammografia e il medico può valutare se siano appropriati ulteriori esami.

Questo non significa che ogni donna con seno denso debba automaticamente effettuare ecografia o risonanza.

La scelta dipende dal rischio complessivo.

La mammografia rimane quindi uno strumento centrale della diagnosi precoce.

Aderire ai programmi di screening e seguire il calendario definito sulla base del proprio profilo di rischio permette di utilizzare l'esame nel momento in cui può offrire il massimo beneficio.

 
 
 

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