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ECG: leggere l'attività elettrica del cuore

Gruppo Sadel
28 set
Tempo di lettura: 2 min

L'elettrocardiogramma, comunemente indicato con la sigla ECG, è un esame semplice e non invasivo che registra l'attività elettrica del cuore.

Ogni battito nasce da un impulso elettrico che attraversa il tessuto cardiaco e coordina la contrazione delle diverse camere.

L'ECG registra questi segnali attraverso elettrodi applicati sulla superficie del corpo e li rappresenta sotto forma di tracciato.

L'American Heart Association definisce l'elettrocardiogramma come un test capace di mostrare frequenza e ritmo cardiaco e le caratteristiche temporali dei segnali elettrici nelle diverse parti del cuore.

Quando può essere richiesto

Le indicazioni sono numerose.

Palpitazioni, sensazione di battito irregolare, dolore toracico, episodi di perdita di coscienza, capogiri o difficoltà respiratoria possono essere motivi per i quali il medico ritiene utile un ECG.

L'esame può essere impiegato anche durante il monitoraggio di persone con malattie cardiache già note o in determinate valutazioni preoperatorie.

Può fornire informazioni utili in presenza di aritmie, alterazioni della conduzione elettrica, cardiopatie e sospetto di ischemia o infarto.

Un ECG normale, tuttavia, non esclude automaticamente ogni patologia cardiaca.

Alcune alterazioni sono intermittenti o non producono modificazioni evidenti sul tracciato a riposo.

Come si svolge

Il paziente viene fatto sdraiare sul lettino e vengono applicati piccoli elettrodi su torace e arti.

Gli elettrodi sono collegati all'elettrocardiografo.

La macchina registra esclusivamente l'attività elettrica prodotta dal cuore: non invia corrente elettrica nel corpo.

L'esame è quindi indolore e richiede generalmente pochi minuti.

Durante la registrazione è importante rimanere rilassati e fermi, perché movimenti muscolari possono creare interferenze sul tracciato.

Una volta terminato, gli elettrodi vengono rimossi.

Cosa può mostrare l'ECG

Il tracciato permette di valutare innanzitutto la frequenza cardiaca.

Consente poi di stabilire se il ritmo sia regolare e da quale struttura cardiaca abbia origine l'impulso.

Alterazioni della forma o della durata delle diverse onde possono fornire informazioni sulla conduzione elettrica e suggerire la presenza di determinate condizioni cardiache.

L'interpretazione deve essere sempre effettuata nel contesto clinico.

Lo stesso reperto può infatti avere significati differenti a seconda di età, sintomi, terapie e storia del paziente.


ECG, Holter e test da sforzo non sono la stessa cosa

L'ECG standard registra soltanto alcuni secondi dell'attività cardiaca.

Quando il disturbo compare in maniera intermittente può essere indicato un monitoraggio più lungo, come l'Holter ECG, che registra il ritmo per molte ore o giorni.

Il test da sforzo valuta invece l'attività cardiaca mentre il paziente esegue un esercizio progressivo in condizioni controllate.

La scelta dell'esame dipende quindi dalla domanda clinica.

Quando serve assistenza urgente

È importante distinguere un ECG programmato da una situazione di emergenza.

Dolore o pressione toracica intensa o persistente, soprattutto se accompagnati da difficoltà respiratoria, sudorazione, nausea, debolezza importante o altri sintomi improvvisi, richiedono una valutazione urgente e non devono essere gestiti aspettando un appuntamento ambulatoriale.

L'ECG è uno strumento prezioso proprio perché permette di ottenere rapidamente informazioni sull'attività elettrica del cuore.

La sua semplicità non deve però far pensare che possa essere interpretato isolatamente: il vero valore dell'esame emerge quando il tracciato viene letto insieme ai sintomi e alla storia clinica della persona.

 
 
 

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