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Cancro della mammella pt.1

Il cancro della mammella è il tumore femminile più frequente e la seconda causa più comune di decesso a causa del cancro.

  • Il primo sintomo tipico è un nodulo non doloroso, solitamente scoperto dalla donna stessa.

  • Le raccomandazioni per lo screening mammografico variano e prevedono una mammografia periodica, l’esame delle mammelle da parte di un medico e l’autopalpazione delle mammelle.

  • Se viene individuato un nodulo solido, i medici prelevano un campione di tessuto o eseguono un’incisione per rimuovere parte o tutto il nodulo e poi esaminano il tessuto al microscopio (biopsia).

  • Il cancro della mammella richiede quasi sempre un intervento chirurgico, talvolta accompagnato da radioterapia, chemioterapia, altre terapie farmacologiche o una terapia combinata.

  • Gli esiti sono poco prevedibili e dipendono in parte dalle caratteristiche e dalla diffusione del tumore.

(Vedere anche Panoramica sulle patologie mammarie.)

Le patologie mammarie possono essere di natura non cancerosa (benigna) o cancerosa (maligna). La maggior parte è di tipo benigno e non rappresenta un pericolo per la vita; spesso non necessita di trattamento, al contrario del cancro della mammella, che può comportare la perdita di una mammella o perfino della vita e che pertanto, per molte donne, rappresenta la più grande paura. Tuttavia, i potenziali problemi possono spesso essere identificati tempestivamente se le donne:

  • vengono esaminate regolarmente dal medico

  • si sottopongono alle mammografie come raccomandato

Le donne devono conoscere l’aspetto e la sensibilità normali delle mammelle e anche gli uomini devono essere consapevoli di eventuali cambiamenti nei capezzoli o nell’area circostante. Se una donna nota un cambiamento, può eseguire l’autopalpazione delle mammelle. Qualsiasi cambiamento deve essere riferito immediatamente al medico. La maggior parte delle organizzazioni mediche non raccomanda più l’ autopalpazione delle mammelle mensile o settimanale come metodo regolare per controllare la presenza di tumori. L’esecuzione di questi esami in assenza di noduli o altre alterazioni non aiuta a individuare tempestivamente il cancro della mammella nelle donne che si sottopongono alle mammografie di screening.

La diagnosi precoce del tumore della mammella è fondamentale per il successo del trattamento.

Il cancro della mammella rappresenta il tumore più frequente fra le donne e, fra tutti i tipi di tumore, rappresenta la causa di morte più comune fra le donne ispaniche e la seconda causa di morte tra le donne di altre razze (dopo il tumore del polmone). Nel 2021, negli Stati Uniti le statistiche per le donne erano le seguenti:

  • Il cancro della mammella invasivo è stato diagnosticato in circa 281.550 donne.

  • Il cancro della mammella non invasivo (in situ) è stato diagnosticato in circa 49.290 donne.

  • Quasi 43.600 donne sono decedute a causa del cancro della mammella.

Il cancro della mammella maschile rappresenta circa l’1% di tutti i tumori maligni della mammella. Nel 2021, negli Stati Uniti si sono verificati 2.650 nuovi casi di cancro della mammella maschile invasivo, che ha inoltre causato 530 decessi.

Vista la frequenza, questo tumore genera grandi timori. Tuttavia, il timore deriva, almeno parzialmente, da un’informazione scorretta. Ad esempio, l’asserzione “Una donna su otto si ammala di cancro della mammella” è fuorviante. Questa cifra è una stima del rischio di una donna di sviluppare il cancro della mammella durante la vita. Significa che, teoricamente, una donna su otto svilupperà il cancro della mammella durante la vita. Una donna di 40 anni, tuttavia, ha solo all’incirca 1 possibilità su 70 di manifestarlo nei dieci anni successivi. Con il passare degli anni però, il rischio aumenta.


Diversi fattori intervengono sul rischio di contrarre un cancro della mammella. Pertanto, in alcune donne il rischio è molto maggiore o minore rispetto alla media. La maggior parte dei suddetti fattori, come l’età e alcune anomalie genetiche, non può essere modificata. Tuttavia, un’attività fisica regolare, specialmente nell’adolescenza e all’inizio dell’età adulta, può ridurre il rischio di sviluppare il cancro della mammella.

La vigilanza nell’individuare il tumore riveste importanza ancora maggiore rispetto al tentativo di modificare i fattori di rischio perché permette una diagnosi e un trattamento precoci, con maggiori possibilità di guarigione. La diagnosi precoce è più probabile se le donne si sottopongono a mammografia. Alcuni medici raccomandano anche l’ autopalpazione mammaria regolare, anche se non è stato dimostrato questo esame riduca il rischio di decesso da cancro della mammella.

Età

L’invecchiamento è il fattore di rischio più importante di cancro della mammella. La maggior parte dei cancri della mammella si verifica in donne che hanno superato i 50 anni. Il rischio maggiore si ha dopo l’età di 75 anni.

Anamnesi di cancro della mammella pregresso

Avere avuto un cancro della mammella aumenta il rischio di sviluppare un altro cancro della mammella. Dopo che la mammella malata è stata rimossa, il rischio di sviluppare un tumore nella mammella controlaterale varia dallo 0,5 all’1% ogni anno.

Anamnesi familiare di cancro della mammella

La presenza di un cancro della mammella in un parente di primo grado (madre, sorella o figlia) aumenta il rischio di 2-3 volte, mentre aumenta solo leggermente se la familiarità riguarda parenti più lontani (nonna, zia o cugina). In caso di familiarità del cancro della mammella con due o più parenti di primo grado il rischio per la donna aumenta di 5-6 volte.

Mutazioni genetiche e cancro della mammella

Recentemente sono stati identificate mutazioni di due geni per il cancro della mammella (BRCA1 e BRCA2). Meno dell’1% delle donne presenta tali mutazioni genetiche, Circa 5-10% delle donne con cancro della mammella presenta una di queste mutazioni genetiche. Se una donna presenta una di queste mutazioni, le probabilità di sviluppare la patologia nell’arco della vita variano circa dal 50 all’85%. Il rischio di sviluppare il cancro della mammella entro gli 80 anni è di circa il 72% con una mutazione di BRCA1 e di circa il 69% con una mutazione di BRCA2. Ciò non significa che, se una donna con tali geni sviluppa un cancro della mammella, abbia necessariamente maggiori probabilità di morte rispetto alle altre donne affette dalla stessa malattia.

Queste mutazioni sono più comuni fra gli ebrei ashkenaziti.

Le donne con maggiore probabilità di presentare una di queste mutazioni sono quelle che hanno almeno due familiari, di solito di primo grado, che hanno avuto il cancro della mammella o dell’ovaio. Per tale ragione, lo screening di routine per tali mutazioni non sembra necessario, se non in presenza di questo tipo di anamnesi familiare.

La presenza di una mutazione di BRCA aumenta anche il rischio di sviluppare il tumore ovarico. Le donne con mutazioni del gene BRCA1 presentano un rischio pari a circa il 40% di sviluppare un tumore ovarico nel corso della vita. Per le donne con mutazioni del gene BRCA2 il rischio è pari a circa il 15%.

Gli uomini con una mutazione del gene BRCA presentano un rischio dell’1-2% di sviluppare un cancro della mammella nel corso della vita.

Le donne con una di queste mutazioni devono essere monitorate più attentamente per il cancro della mammella, ad esempio mediante esami più frequenti o con screening che prevede sia la mammografia sia la risonanza magnetica per immagini (RMI). Le donne possono anche cercare di prevenire il cancro assumendo tamoxifene o raloxifene (due farmaci simili) o talvolta perfino mediante l’asportazione di entrambi i seni (doppia mastectomia).

Alcune alterazioni benigne delle mammelle

Alcune alterazioni delle mammelle sembrano aumentare leggermente il rischio di sviluppare il cancro della mammella. Tra questi troviamo:

  • Alterazioni della mammella che hanno richiesto una biopsia per escludere un tumore

  • Patologie che determinano alterazioni della struttura, aumentano il numero di cellule o causano la formazione di noduli o di altre anomalie nel tessuto mammario, come il fibroadenoma complesso, iperplasia (un aumento anomalo della crescita di tessuto), l’iperplasia atipica (iperplasia con tessuto di struttura anomala) nei dotti galattofori o nelle ghiandole che producono il latte, adenosi sclerosante (aumento della crescita di tessuto nelle ghiandole che producono il latte) o papilloma (un tumore benigno con proiezioni digitiformi)

  • Tessuto mammario denso osservato in un mammogramma

Il tessuto mammario denso rende più difficile l’identificazione di un cancro della mammella. Avere mammelle dense significa che una donna presenta mammelle con una quantità maggiore di tessuto fibroghiandolare (composto da tessuto connettivo fibroso e ghiandole) e una quantità minore di tessuto adiposo.

Nelle donne con queste mutazioni, il rischio di cancro della mammella aumenta solo leggermente a meno che la biopsia non evidenzi tessuto a struttura anomala oppure presenti un’anamnesi familiare positiva per il cancro della mammella.

Età alla prima mestruazione, alla prima gravidanza e alla menopausa

Quanto più precoce è l’età della prima mestruazione (soprattutto prima dei 12 anni), tanto maggiore è il rischio di sviluppare un cancro della mammella.

Più tardi si verificano la prima gravidanza e la menopausa, maggiore è il rischio. Non avere avuto figli aumenta il rischio di cancro della mammella. Tuttavia, le donne che hanno avuto il primo figlio dopo i 30 anni d’età sono a maggior rischio di quelle che non hanno avuto figli.

Tali fattori forse aumentano il rischio poiché comportano una più lunga esposizione agli estrogeni, che stimola la crescita di alcuni tipi di tumore (la gravidanza, sebbene produca livelli elevati di estrogeni, può ridurre il rischio di cancro della mammella).

Contraccettivi orali o terapia ormonale

Alcuni studi indicano che le donne che assumono contraccettivi orali (pillola contraccettiva) presentano un rischio leggermente più alto di sviluppare il cancro della mammella. Una volta interrotta l’assunzione della pillola questo rischio sembra tornare nella norma entro circa 10 anni.

Dopo la menopausa, assumere una terapia ormonale combinata (estrogeni con un progestinico) per alcuni anni o più aumenta il rischio di contrarre il cancro della mammella. L’assunzione di soli estrogeni non sembra aumentare il rischio di cancro della mammella.

Dieta e obesità

L’alimentazione può contribuire allo sviluppo o alla crescita dei tumori della mammella, tuttavia mancano evidenze sugli effetti di una dieta specifica (ad esempio ricca di grassi) (vedere anche Dieta e cancro).

Il rischio di cancro della mammella è leggermente maggiore nelle donne che diventano obese dopo la menopausa; le cellule lipidiche, infatti, producono estrogeni, il che può contribuire all’aumento del rischio. Tuttavia, non esiste alcuna prova che una dieta ricca di grassi contribuisca allo sviluppo del cancro della mammella o che un cambiamento della dieta ne riduca il rischio. Alcuni studi suggeriscono che le donne obese che hanno ancora il ciclo mestruale corrono un minor rischio di sviluppare questa patologia.

Attualmente sono in corso ricerche che ricercano il collegamento tra obesità e tumore (vedere anche the National Cancer Institute: Uncovering the Mechanisms Linking Obesity and Cancer Risk [Scoprire i meccanismi che collegano obesità e rischio di tumore]).

Stile di vita

Il fumo e il consumo regolare di alcolici potrebbero aumentare il rischio di cancro della mammella. Gli esperti raccomandano alle donne di limitare il consumo di bevande alcoliche a una al giorno. Per bevanda si intende circa 350 ml di birra, 150 ml di vino o 44 ml di alcolici più concentrati, come il whisky.

Esposizione alle radiazioni

L’esposizione alle radiazioni (come la radioterapia per il tumore stesso oppure esposizioni importanti ai raggi X) prima dei 30 anni aumenta il rischio.

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