Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA): meccanismi, sintomi e novità terapeutiche
- Gruppo Sadel
- 9 mar
- Tempo di lettura: 2 min
La sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è la più frequente malattia del motoneurone dell’adulto. È caratterizzata dalla degenerazione progressiva dei neuroni motori della corteccia cerebrale, del tronco cerebrale e del midollo spinale, con conseguente perdita di controllo dei muscoli volontari. I sintomi iniziano spesso con debolezza e goffaggine agli arti, crampi o fascicolazioni, seguiti da una progressiva difficoltà nel parlare, deglutire e respirare. La malattia progredisce fino all’atrofia muscolare e alla paralisi; la maggior parte dei pazienti muore per insufficienza respiratoria entro 3-5 anni dall’esordio, sebbene alcuni vivano più a lungo. La diagnosi si basa su un’attenta valutazione clinica, elettromiografia, studi di conduzione nervosa, analisi del liquido cerebrospinale e risonanza magnetica per escludere altre patologie.

La SLA può essere sporadica (circa il 90% dei casi) o familiare (10%), legata a mutazioni di geni come SOD1, C9ORF72, TARDBP e FUS. Recenti studi suggeriscono che alterazioni della dinamica dei granuli di stress e delle modificazioni dell’RNA (come la metilazione N6-metiladenosina, m6A) svolgano un ruolo nel processo patologico. Nel 2024 un gruppo italiano guidato da Irene Bozzoni ha dimostrato che le forme aggressive di SLA presentano livelli elevati di m6A; il trattamento con STM2457, una molecola sviluppata per la leucemia, riduce le modificazioni m6A e ristabilisce la dinamica dei granuli di stress, aprendo la strada a nuove terapie. Questi risultati indicano che il targeting delle modificazioni dell’RNA potrebbe rappresentare un approccio innovativo.
Attualmente non esiste una cura risolutiva.
I farmaci approvati – come riluzolo (antiglutamatergico) e edaravone(antiossidante) – possono rallentare leggermente il decorso; altri trattamenti sperimentali includono antisense oligonucleotidi e terapie geniche per mutazioni specifiche. L’assistenza multidisciplinare è essenziale: fisioterapia, ventilazione non invasiva, terapie per la deglutizione e la nutrizione migliorano la qualità di vita. La ricerca continua a esplorare l’uso di cellule staminali e l’intervento sulle vie infiammatorie. Comprendere i meccanismi molecolari della SLA, inclusa la disfunzione della proteostasi e lo stress ossidativo, è cruciale per lo sviluppo di terapie future.




Commenti